Il Jazz Cafe e’ anche galleria d’arte 

Ogni mese abbiamo una mostra che può essere visitata gratuitamente. Vogliamo che il Jazz cafe sia un luogo di arte, dove gli artisti hanno la possibilità di esporre le proprie opere senza nessun vincolo economico, agevolando cosi anche il rapporto gli acquirenti attraverso la vendita diretta delle opre in esposizione.

Qui puoi trovare tutte le foto dei quadri delle mostre che abbiamo avuto nel tempo i quadri possono essere acquistati sul nostro sito, al Jazz cafe oppure attraverso le pagine ufficiali degli artisti.

Acquista qui le tue opere.
Paola Salome' - Exhibition from June 30th to August 1st
Tentazione

PaolaSalome

Paola Salomè  è  un artista  post  Naif   “ Ecco allora i  suoi riferimenti a Chagall, Gauguin a Kandinskij,  che sono

classici moderni che non impongono regole, misure e mestiere, ma semplicemente stati d’ animo espressi con una

grande purezza …….. “
Vittorio Sgarbi

 

Dal sapiente connubio tra linee e colori nascono le tele di Paola Salomè artista  contemporanea  che  stà collaudando uno stile originale ed interessante. La sua formazione artistica classica è per lei ispirazione e non condizionamento.

Colori brillanti ed intensi vengono  da lei utilizzati  in maniera  schietta ed  immediata, il risultato è un’ es-pressione poetica disinvolta e lieve che trasmette in maniera  spontanea ed  appassionata la  sua  visione positiva del mondo.

L’ apparente semplicità della sua cifra stilistica sottende in vero un sapiente utilizzo di schemi prospettici solidi che regalano stabilità ai cromatismi assoluti.

Tutte le sue opere veicolano un messaggio chiaro e brillante: la volontà di cercare l’ essenza della vita in

un percorso gioioso di riconciliazione con l’ armonia dell’ universo.

Alessandra De Simone
Storica dell’ arte

Il linguaggio pittorico di Paola Salomè trae ispirazione dalla realtà, rivelando il vivo desiderio dell’ artista

di rappresentare la natura irradiata dalla luce della vita.

Dalla visione dei suoi dipinti emerge una folgorante energia positiva: l’ uso di cromie brillanti e intense

caratterizza la sua produzione, costituita da opere il cui dato figurativo è un punto di partenza da cui sconfinare da cui dare libera espressione all’ estro creativo, che permette all’ autrice di rappresentare il vero in maniera spontanea ed istintiva.

A partire dall’ impostazione coloristica sino a giungere a quella spaziale, le opere della salomè sono esempi di una ricerca stilistica volta a raffinare il tratto, con lo scopo di dar vita ad un linguaggio essenziale dato per sovrapposizioni che rimandano all’ arte pop.

Hanno così origine opere in cui le forme essenziali vengono cristallizzate in un’ atmosfera sognate: realtà e fantasia non sono entità contraddittorie, bensì coordinate, coesistenti, in armonia tra loro per generare la particolarissima cifra stilistica della pittrice, che coinvolge gli osservatori in un viaggio tra panorami familiari, ma sorprendenti allegri e pacifici.

Leonarda Zappulla

Storico e critico d’ arte

Filippo Bragatt - Exhibition from May 5th to June 30th
Bacco Tabacco e Venere : L'arte della Seduzione

“The road of excess leads to the palace of wisdom”  da “Proverbs of Hell” line 3 (Plate 7),  William Blake

Presso il Jazz Cafè veniamo accolti da una sequenza di cinque ritratti che raffigurano  personaggi di film conosciuti e ben saldi nella nostra memoria, personalità dalle tonalità sfumate che incarnano nello stesso tempo il bene e il male. Lucifero l’angelo caduto, colui, che potremmo definire l’icona rivoluzionaria e ribelle di un decadente paradiso, avvolge nelle sue ali questi luminosi protagonisti di pellicole intramontabili. La disponibilità di questi luciferini a cadere nel vizio li rende giganteschi quando comprendiamo che essi  possono essere portatori di messaggi positivi.  Aldous Huxley nel suo famoso saggio “The Doors of Perception” del 1954 afferma che la mescalina, ricavata dal peyote, apre la mente umana alla rivelazione di altri universi e a verità ultraterrene, consentendo ai “privilegiati”, agli “eletti” di penetrare nei segreti inaccessibili a una mente ordinata e razionale. Huxley trova ispirazione per il titolo del suo importante scritto nel famoso poema di William Blake “The marriage of Heaven and Hell” del 1793. Blake, che illustra il suo stesso poema, sostiene il fascino dell’inferno quale luogo di libertà di espressione nel quale il dionisiaco prende il sopravvento sul dispotismo, l’autoritarismo e la rigidità del Paradiso.

Qualsiasi tipologia di droga solleva la mente dell’uomo alla visione del divino, inondando la nostra anima di una sacra estasi, consegnandoci al flusso divino della natura in una dimensione sottratta al tempo e allo spazio. Lo stesso Victor Hugo nel suo capolavoro “I miserabili” nel descrivere in forma velata il primo rapporto amoroso fra Cosette e Marius Pontmercy si riferisce all’amplesso come a un momento nel quale persino le creature angeliche scendono sulla terra a testimoniare l’infinito nell’umano.

Nella performance dal vivo Bragatt materializzerà davanti ai nostri occhi il “Mimmo” di Carlo Verdone, ovvero l’innocente, l’ingenuo che dovrebbe essere iniziato al peccato del sesso che è conoscenza, ma che infine finisce per tirarsi indietro……ma dobbiamo ricordarci sempre che la mela dell’albero del paradiso terrestre ha reso l’uomo libero e interprete, protagonista della sua storia.

Massimo Mencarelli Exhibition From April 4th to May 2nd
Soul City

Presso il Jazz Cafè a Roma, in Via Giuseppe Zanardelli 12, il cui titolare è Danilo Maira, abile e sensibile organizzatore che ha voluto e saputo unire, con intuizione e lungimiranza, alla sua attività imprenditoriale nel settore della ristorazione la sua vocazione nella promozione di talenti artistici e musicali, s’inaugura questa domenica 3 aprile la personale di Massimo Mencarelli “Soul City” a cura di Mario Tacinelli, curatore della location nel cuore di Roma e che ci sorprenderà nel prossimo futuro, sempre presso questa sede, presentandoci molte novità del panorama artistico della Capitale. La mostra vede il prezioso contributo critico di Giuseppe Ussani d’Escobar e sarà visibile fino al 2 maggio. Saranno presentate 16 opere su tela. Si tratta di visioni astratto-geometriche che evocano un universo di ritmi nelle sovrapposizioni di colori. Città dell’anima che prendono la loro consistenza dai colori e dalle forme, visioni dall’alto, mappe dell’anima stese davanti ai nostri occhi per essere contemplate. A questo elegante piacere per gli occhi e per lo spirito si affiancheranno le prelibatezze musicali selezionate dall’esperto Direttore Artistico del prestigioso locale Manuel Bosco.

Il noto critico Giuseppe Ussani d’Escobar afferma a proposito dell’artista: “Nelle opere di Massimo Mencarelli un sentimento febbrile della spazialità costruisce e organizza la danza delle forme. L’artista, nella sua intimità, vive un rapporto speciale con la natura e in particolare con il mare, di conseguenza la sua anima ha sete di infinito e si stacca da terra come un gabbiano in volo ed ecco davanti ai nostri occhi comparire le città dell’anima: sono geometrie che s’intersecano, si scontrano, si sovrappongono; potrebbe trattarsi di binari di una ferrovia sui quali sono stati abbandonati vagoni multicolori, dell’underground di una metropolitana londinese, di una città con i suoi isolati a volte squadrati e a volte disorientati”

Ussani d’Escobar scorge inoltre una somiglianza spirituale ed espressiva tra l’artista e il grande Mondrian, così affermando: “Mondrian nel suo “Broadway Boogie-Woogie” del 1942-43 contempla dall’alto New York e le sue strade ad angolo retto dove immaginari taxi s’incontrano e la città risuona della sua musica: il jazz. Le città di Massimo vivono di pulsazioni ritmiche e spaziali, di una loro sonorità nutrita dei timbri di colore che rappresentano i clacson dello spirito”.

La personale sarà visitabile dal 4 aprile al 2 maggio 2022 presso il “Jazz Cafè” in via Giuseppe Zanardelli, 12 – 00186 Roma, dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 24:00

Info: cellulare +39 339 2508291; Jazz Cafè Tel. +39 06 68210119

Cristoforo Russo Exhibition From March 3rd to April 2nd
Manhattan Transfer

“MANHATTAN TRANSFER” di Cristoforo Russo
Pittura e Uomo al centro della Città Eterna
Roma- successo di pubblico e della critica per le opere del pittore Cristoforo Russo esposte nel complesso del Santuario Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo. Pittura, musica, poesia, fotografia e cibo hanno stimolato la vista, il tatto, l’olfatto, l’udito ed il gusto delle decine di visitatori provenienti da più di 20 paesi diversi. “Quella di Cristoforo Russo è una pacifica contaminazione, rivisitazione di dipinti noti ma modificati. E Manhattan Transfer e’ la mostra che ospita i suoi lavori. Sono due i motivi: il classicismo e le maschere napoletane (anche asiatiche, africane) passando per il mondo eterogeneo della commedia dell’arte (Meo Patacca, Rugantino, Pantalone). Non c’e’ nulla nemmeno di irriverente, l’operazione di Russo e’ mimetica, indolore: il tema o la scena semplicemente mutano, con la naturalezza di un bruco che diventa farfalla” (fonte De Filippo -Ansa-).
Proprio grazie alla dimensione multimediale e ludica del progetto, il visitatore di ogni età ha indagato la sfera delle proprie emozioni recondite che tutti noi proviamo fin da piccoli.
L’innovativo progetto è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, dal municipio di Roma I centro, dai 100 pittori di Via Margutta, dalla Banca di Credito Popolare, dallo studio associato Napoletano e dalla Onlus Paolo Salvati. Manhattan Transfer ha raccolto le energie di numerosi partner da tutto il mondo, capaci di condividerne l’emozione e lo spirito benefico a favore di “Mente e Coscienza” (ODV-ETS Associazione di Volontariato per le disabilità).
Numerosi i commenti critici tra cui il Professore Rosario Pinto docente universitario: “Cristoforo mette in atto un’operazione profondamente intelligente nel proporci la lettura materica del reale. Se da un lato oggi la nostra visione del reale è spesso irretita dalla cultura dell’illusionismo visivo, dall’altro Cristoforo ci porta a contatto con la realtà delle immagini e delle figure con un addensamento di impasto materico. Le sue opere esprimono la concretezza reale ed oggettuale delle cose, inteso come contatto immediato e pregnante con la sostanza visibile e plastica delle cose” (Rosario Pinto 2021)
Biografia
Cristoforo Russo, nasce a Torre del Greco (paese vesuviano in provincia di Napoli), il 20 agosto 1978; artista e pittore italiano proveniente dalla scuola del Maestro Vito Esposito (1935-2021).
Nel rapporto di alunnato Vito sostiene che “la pittura si fa sulla pittura dei Grandi”. E così Cristoforo studia i paesaggisti tradizionali, elabora uno stile personale, usa una tavolozza calda ed equilibrata.
La natura esercita su di lui il potere di smarrire la ragione a favore del sentimento verso i suoi simili, dipinge vibrazioni cromatiche orecchiabili, quella luce, quei toni, quei riflessi, quella figura umana.
Giornalista e appassionato di cultura popolare, abbina la formazione teatrale a quella accademica internazionalista, che lo fanno approdare alla pittura nel corso dei suoi lunghi viaggi. Espone in “I colori del mondo” al Centro Culturale Arianna nel 2016 (Scafati), alla mostra “VibrAzioni” Festival di Arte nel 2017 (Furore), alla 2°rassegna di arte contemporanea al Museo Civico (Striano), vincitore nel 2019 del premio “New York 2019” (Lecce), in “Innamorati della Cultura” a cura dell’Accademia Castrimeniense al Museo Civico “Mastroianni” 2019 (Marino), la prima personale “Autunno Russo” presso la Biblioteca Moroni 2019 (Porto Recanati), per “Castello in Arte” presso il Palazzo Baronale nel 2019 (Torre del Greco), Concorso nazionale di pittura “Dantebus bazart” nel 2020 (Milano),  Campo dei Fiori per “Emozioni Libere” con Karen Thomas curata dalla galleria “Arte in Regola” nel 2020 (Roma), con Rocco Valente personale “Diritto al Colore” presso il Palazzo Comunale nel 2021 (Nola), partecipa a “Pigmenti” presso il Museo Antonacci nel 2021 (Albano), selezionato per la Biennale di arte contemporanea nel 2021 presso il Bastione San Giacomo (Brindisi), espone il progetto “Manhattan Transfer” per la 115ª Mostra Cento Pittori via Margutta nel 2021(Roma), menzione d’onore per “Antonello da Messina” dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” nel 2200 (Catania),  espone al museo della Scuola Grande di San Teodoro nel 2022 (Venezia- San Marco),  pubblicato sull’Agenda 2022 “Onyricon la pittura sogna” al Palazzo comunale Rospigliosi (Zagarolo) con Benaglia, Calabria, Kokocinski, Borghese e Fortunato, illustra copertine per Graus Edizioni ed ESA. Espone nel 2022 con “Manhattan Transfer” presso la “Galleria dei Miracoli” in Roma con il supporto di “Paolo Salvati Onlus’’.
Le sue opere sono in possesso di alcune collezioni private, musei, ambasciate e sedi istituzionali in Europa, Africa e Stati Uniti. Tra gli artisti ospiti dei Cento Pittori via Margutta, dal 2021 aderisce al “gruppo d’arte Purificato” diretto da Giuseppe Purificato e Francesco Zero in Prati-Roma ed è pubblicato sull’Enciclopedia d’Arte Italiana, l’Archivio della Galleria Nazionale e su Getty Vocabulary, USA.
Cristoforo inizia il suo processo creativo tra i suoi supporti, schizzi, studi, ricerche, letture, mostre ed esperienze. Ama i Maestri del passato che spesso incontra prima nei musei, nei racconti e poi nei mercatini. Ne acquista i cataloghi e le riproduzioni in attesa della visione: è urgente per l’autore a questo punto recuperare l’oggetto (che ha apparentemente esautorato il suo originario compito) e teatralizzare la scena con una narrazione fantastica del tutto personale. Fonte di ispirazione Dario Fo che si autodefiniva “attore dilettante e pittore professionista”; allo stesso modo il disegno di Federico Fellini esperienza essenziale e funzionale alla sceneggiatura dei suoi film; infine le cartoline ritoccate a scopi satirici di Willi Baumeister. I suoi riferimenti viventi Davide Quayola (classe 1982) e Jago (classe 1987).
Cristoforo Russo nel proprio approccio all’Arte ama ricordare le parole di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” (“Lezioni americane” 1988).
Dicono di Manhattan Transfer:
 “impressionato dalla forte capacità di concentrazione di Cristoforo, ma di una concentrazione che sa dissolversi nell’immaginazione dell’indicibilità” (Ennio Calabria 2018)
“I dipinti di Manhattan Transfer sono una liturgia cromatica che, attraverso le forme arcaiche delle maschere, cela il desiderio di incontrare gli opposti, dolore e gioia, coraggio ed esitazione, in un labirinto mentale e artistico che aprono le stanze astratte dell’anima e che fanno del pittore Cristoforo Russo un modello contemporaneo di cultura e di intensa narrativa estetica” (Paolo Priore 2022)
“Quella di Cristoforo è sicuramente una pittura capace di attenuare la rabbia e il dolore, ma anche di generare empatia e trasmettere amore. Il nostro artista mette insieme maschere classiche e personaggi moderni per tentare una pacifica convivenza tra la nostalgia del passato e le sfide del presente, ma soprattutto per dipingere se stesso che, abbracciando suo figlio, sogna un mondo desideroso di Bellezza. (Vito Cirillo 2022)
I nostri percorsi intrecciano e scambiano i binari di questo connubio attraverso una sorta di “spettro artistico”: la capacità e l’urgenza di elaborare emozioni, sentimenti e quanto di più umano si possa esprimere, attraverso parole, colori, note o suoni (Ciro Califano 2022)
La Pittura di Cristoforo lascia intravedere colori dell’avanguardia dei Fauves abbinato al genio di Michelangelo Pistoletto e la sua “Venere degli stracci”. O ancora mi lascia pensare alle simbologie ironiche dei contemporanei Angelo Accardi e di Piergiuseppe Pesce (Cristoforo Palomba 2022).

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